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Comp VIII, Kandinsky

Sin da piccolo Kandinsky impara a suonare il pianoforte ed il violoncello e nel 1911 assiste ad un concerto di Schonberg con il quale inizia un lungo rapporto di amicizia.
La musica è la musa ispiratrice delle sue opere, nelle quali, intrecciandosi con la pittura, dà vita a qualcosa di veramente unico che può nascere soltanto quando due grandi espressioni dell’Arte si incontrano.
“Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde”.
Così come la musica, le opere di Kandinsky sono capaci di trasmettere emozioni in maniera astratta, senza rappresentare la realtà: i musicisti possono usare le note per comporre la melodia, gli artisti allo stesso modo possono usare i colori e le forme.
Kandinsky parte sempre dalla realtà per poi allontanarsene poco a poco: gli oggetti che sceglie di rappresentare sembrano dissolversi in macchie colorate che ne diventano protagoniste assolute. Il colore è la chiave di volino dei suoi quadri, ad ogni colore corrisponde un significato, mai casuale. 
Sentivo a volte il chiacchiericcio sommesso dei colori che si mescolavano: era un’esperienza misteriosa; sorpresa nella misteriosa cucina di un alchimista".

Big (7x40cm) 


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